La seconda Villa reale di Monza: VILLA ARCHINTO PENNATI

Hai mai saputo dell’esistenza della seconda Villa reale di Monza, ovvero Villa Archinto Pennati?

C’è una via un pò nascosta a Monza, fra i Boschetti reali e il fiume Lambro : via Francesco Frisi.

Se la percorri, nel silenzio e nella calma che la contraddistingue, ad un certo punto troverai una villa che di primo acchito non desta molta meraviglia ma che non sfugge ad un occhio più attento: si tratta appunto di Villa Archinto Pennati.

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Forse non tutti sanno che a Monza esiste un altro importante edificio signorile oltre alla ben più nota Villa Reale ed è proprio  villa Archinto Pennati in via Frisi al civico 22.
“L’altra reggia”, come viene solitamente chiamata, sorge non poco lontano dalla prima, e fu realizzata come vera e propria sfida alla grandezza della principale.

All’epoca infatti – parliamo della prima metà dell’ottocento – la famiglia Archinto era molto potente e aveva numerosi legami dinastici in tutta Europa. Il conte Giuseppe Archinto, erede delle immense ricchezze accumulate in sette secoli di successi e poteri, non esitò a coinvolgere l’architetto più in voga del momento, il grande Luigi Canonica, progettista anche del parco della Villa reale.

Grazie al suo lavoro straordinario, in una manciata di anni la villa assunse l’aspetto odierno: la cosa forse più curiosa è che dal lato strada risulta essere solo una bella costruzione neoclassica, mentre nella parte interna, invisibile ai passanti, racchiude un gioiello segreto e destinato a pochi.
Immagina allora di varcare l’ingresso e trovare un meraviglioso parco all’inglese che nulla ha da invidiare al vicino prestigioso.
Il giardino, rigorosamente all’inglese e quindi molto “naturale”, oltre ad un ampio prato digradante verso un vasto laghetto artificiale e a varie muscose rogge, è ricco di imponenti alberi, di varie essenze, per gran parte autoctone e diligentemente curate; secondo la moda dell’epoca non manca un piccolo tempietto circolare ed una torretta medioevale. Inserita invece nel fabbricato principale si trova una piccola, graziosa cappella di famiglia, oggi in ristrutturazione.
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Il corpo padronale, di maggior altezza rispetto alle ali, presenta una ricca facciata aperta da tre archi a tutto sesto, decorata da semicolonne ioniche, timpano e attico laterale, con ben sei cortili interni. Internamente la villa ha inoltre meravigliosi soffitti affrescati che ancora sono perfettamente conservati.
Nelle sue stanze, anche se per poco tempo, una corte parallela a quella della Villa reale si era dilettata in passatempi lussuosi all’interno di una cornice prestigiosa.
Come anticipato, la villa fu realizzata da Luigi Canonica, che aveva studiato all’Accademia di Brera ed era nientemeno che architetto reale, allievo e quindi sostituto del Piermarini a questa carica, entrato nelle grazie di Napoleone Bonaparte. A lui si devono, fra le varie opere, il Foro Bonaparte, l’Arena Civica di Milano, numerosi interventi a teatri, tra cui il Carcano e La Scala, la scenografia dell’incoronazione di Napoleone nella capitale Lombarda e appunto rimaneggiamenti a molte ville nobiliari, come quella monzese.

Il prolifico architetto trasformò la costruzione,terminandola intorno al 1840, apice e ben presto caduta, a livello locale, della celebre famiglia nobile milanese, che già possedeva numerosi palazzi in tutta la regione.

Giuseppe Archinto aveva così voluto una residenza all’altezza degli illustri vicini, senza lesinare in investimenti: spese per trasformare il corpo della villa preesistente, spese in opere d’arte, spese in grandi affreschi ancora conservati, spese ingaggiando personalità del tempo (come l’architetto reale Canonica). E tutto per questo solo per realizzare il suo desiderio di grandezza!
 Alla sua morte nel 1861 il figlio Luigi ci metterà diverso tempo a risanare i conti e decise di  vendere la proprietà ai padri Barnabiti che ne fanno un collegio maschile per una decina d’anni, vendendo poi a loro volta le ricchezze in essa contenute.
La proprietà della villa passa nel 1873 alla famiglia Pennati, che prima l’affitta alla corte reale, poi la trasforma in appartamenti privati; oggi la occupa in parte, conservandone la bellezza e la nascosta eleganza.
Si dice che Luigi Pennati, vero “self-made man” lombardo, abbia facilmente acquistato la signorile residenza, forte delle ricchezze accumulate con il proprio lavoro e grazie alla propria imponente voce in ambito politico.
Scrive di lui Otto Cima, storico milanese: “L‘appaltatore della pulizia stradale milanese, Filippo Pennati, veniva tutti i giorni a Milano da Monza, dove aveva casa, fondi, famiglia, tutto insomma, tranne i registri della sua complicata amministrazione, perchè quelli (prima nota, giornale, mastro, libro di cassa, ecc.) li aveva tutti in testa. E se nascevano contestazioni, tira molla, aveva sempre ragione lui, sia perchè la memoria di quell’eccezionale analfabeta era prodigiosa, sia perchè la sua voce potente superava quella dei suoi oppositori messi insieme.
Attualmente purtroppo non è visitabile dal grande pubblico ma mi auguro che tale iniziativa possa essere presa in considerazione dall’amministrazione del palazzo: è un vero peccato tenere nascosto ai cittadini e turisti un gioiello tanto prezioso.
Per ora possiamo però solo accontentarci di sognare quei giardini meravigliosi dove le corti reali e i nobili amavano passeggiare, trascorrere oziosamente le loro giornate estive, rincorrere i nuovi amori nel verde parco e rilassarsi.
Magari un giorno passa anche tu davanti Villa Archinto Pennati e fantastica ad occhi aperti come me…
Siamo fortunati noi monzesi: abbiamo la grande Villa reale e anche una piccola seconda reggia…è proprio una Monza Reale!
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  One thought on “La seconda Villa reale di Monza: VILLA ARCHINTO PENNATI

  1. 11 luglio 2016 alle 14:38

    Fantastico! Non sapevo che esistesse…un nuovo spunto per la prossima giornata culturale a Monza e dintorni 🙂

    Piace a 1 persona

  2. manu
    11 luglio 2016 alle 18:15

    Ricordo un’apertura per Ville Aperte Monza e Brianzaultima edizione. Magari si ripeterà.

    Piace a 1 persona

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